11 giugno 2016 - Campionato Italiano CheeseRolling - San Valentino di Brentonico Home

CHEESE ROLLING 2016

CHEESEROLLING 2016

1° Raffaele "Toro" Zeni

2° Sebastiano Zoller

3° Lorenzo Tamanini

4° Alessandro Perenzoni "Lugort"

5° Giulio Marcadent

BIRRA & SALSICCE

1° Moreno "Yanko" Debiasi

2° Alessandro Laghi

3° Nicola Laghi

BEERPONG

1° Recidivi

2° Natual Style


CHEESE ROLLING: ALBO D'ORO

2016: Raffaele "Toro" Zeni

2014: Roberto Mazzurana (Robertino)

2012: Roberto Mazzurana (Robertino)

2008: Roberto Mazzurana (Robertino)

2007: Lorenzo Tamanini

2006: Roberto Mazzurana (Robertino)

2005: Tommaso Gazzini (Gazza)

2004: Roberto Mazzurana (Robertino)

2003: Roberto Mazzurana (Robertino)


La leggenda del BAST e del Cheeserolling

L'idea del Cheeserolling nasce da un manipolo di giovani ed aitanti snowboarders che d'inverno scorazzavano sugli innevati pendii della stazione sciistica di San Valentino. Il gruppo in questione si chiamava BAST (BAruffaldi Snowboard Team) ed il loro simbolo distintivo erano le maschere da sci Baruffaldi risalenti agli anni '70. Ogni anno, prima dell'avvento del freddo, si recavano in pellegrinaggio nell'alcova della loro divinità pagana, il DIO COCCODRILLO, che dimora tuttora in una buia caverna nascosta da qualche parte sulle pendici del Baldo. Portando in omaggio doni all'idolo si chiedeva in cambio un inverno ricco di neve e di belle ragazze, richiesta che puntualmente si avverava. Durante l'inverno i rider si divertivano a snowboardare tra i boschi di San Valentino, organizzando gare di "Formula Baruffaldi" sulla strada di Costa Pelà, lanciandosi dal "Cliff del Momo" o costruendo il famoso "Salto del Pino". Le giornate passavano spensierate fino a che, puntuale come la luce del mattino, la primavera non faceva la sua comparsa fagocitando il soffice manto bianco. A quel punto, come neve al sole, i Baruffaldi scomparivano, salvo poi riapparire alla stagione successiva. Certo era un peccato non riuscire a sfruttare in qualche modo quelle fantastiche piste anche nei mesi estivi: ci si era anche provato, più volte e con più mezzi, ma con risultati sconfortanti. Fu così che un bel giorno, in un momento di catalessi televisiva, arrivò la rivelazione: su una sperduta collina del Glouchestershire, piovosa contea nel centro del Galles, da anni si perpetrava la tradizione del Cheeserolling. Un gruppo di giovani locali ogni primavera si dava appuntamento in cima alla collina che sovrastava il paese, per poi lanciarsi letteralmente a gambe levate all'inseguimento di un forma di formaggio che veniva fatta rotolare lungo il ripido pendio.

Se si poteva fare sulle collinose lande britanniche, perchè mai non replicarlo sulle piste di San Valentino? Era il 2003, fu quello l'anno in cui il Cheeserolling incoronò il suo primo campione. Anno dopo anno la competizione passò dall'essere poco più che una festa tra amici ad uno dei più importanti e particolari eventi organizzati nel basso Trentino, attirando impavidi corridori e migliaia di spettatori desiderosi di assistere all'evento. Tante sono le curiosità e gli aneddoti che si potrebbero raccontare sul Cheeserolling: dai giorni di digiuno e le faticose camminate a cui si sottopongono i partecipanti della gara di birra e salsicce per sedersi al tavolo di gara con il giusto appetito; al formaggio, prodotto da mucche che nei mesi estivi pascolano sugli stessi pendii dove si svolge la competizione in modo che la forma meglio si abitui alle buche ed alle asperità del terreno; al fatto che mediamente i campioni di Cheeserolling percorrono gli 80 metri del percorso di gara in poco più di 6 secondi, in barba al centometrista Usain Bolt che crede ancora di essere l'uomo più veloce del mondo; al fatto che ancora oggi i membri del BAST, a primavera iniziata, si recano in pellegrinaggio dal Dio Coccodrillo per propiziarlo e chiedere il suo favore affinchè la festa vada per il meglio, ed è certo che in tutti questi anni non sono mai stati delusi.

Ringraziamo tutti gli sponsor © ARWA